San Gemini è il paese delle acque, da quelle naturali e minerali per cui
è noto, a quelle delle vicine Cascate delle Marmore. Fiumi e ruscelli
attraversano un territorio ricco di profumi e colori, dove è possibile
un lento vivere, fatto delle chiacchiere di quattro amici al bar, di
passeggiate per antichi chiostri, di incontri senza fretta davanti al
Municipio, con un’andatura d’altri tempi. Giardini, balconi e vasi di
fiori ingentiliscono la pietra: la quale evoca - in un labirinto di
stradine, scalinate e archi - un medioevo che perdura nei giochi e nei
riti della gente, come negli affreschi ingenui delle chiese. Dentro, la
calda intimità delle case protette dai coppi originari, sembra suscitare
i nudi scultorei di Guido Calori, l’artista del luogo.
Porta Romana XVIII sec.
Costituisce l'attuale ingresso alla citta' e
si mostra subito in tutta la sua imponenza.
Fu fatta erigere nel 1723 dal duca Scipione Publicola di
Santacroce.
A pochi metri sulla destra il Palazzo Santacroce, oggi "Albergo
Duomo" risalente al XVIII secolo. All'interno, di particolare
pregio, il "Salone degli affreschi" realizzato dalla nobile
famiglia romana. Sempre sul lato destro si puo' notare la lapide
apposta nel 1883 per ricordare il passaggio di Giuseppe
Garibaldi il 12 luglio 1849.
Albergo Duomo – Ex
Palazzo Santacroce XVIII sec.
Il palazzo ducale della famiglia Santacroce
fu costruito tra il 1729 e il 1730 a seguito dell'acquisto del
feudo di San Gemini che avvenne nel 1722 ad opera di Agostino
Lega procuratore del principe Scipione Publicola Santacroce.
"... Il principe ha fatto fabbricare un palazzo di pianta
stabile e arricciato non essendovi pietra, consistente in 25
stanze con un grande magazzino, il primo piano a volta, il
secondo piano e il terzo a soffitto...".
L'edificio risulta sontuoso ed elegante nella sua configurazione
architettonica che si caratterizza compiutamente con quelle
linee tipiche delle dimore signorili del XIII secolo.
Le torri angolari contribuiscono a rendere visivamente ancor
piu' marcato l'effetto di dimora feudale richiamando alla
memoria le torri di un fortilizio e che in questo caso sono
puramente simboliche.
All'interno del palazzo uno scalone d'onore portava al piano
nobile dove la famiglia realizzo' un salone interamente
affrescato.
Nei riquadri delle pareti vennero rappresentati alcuni episodi
della Gerusalemme Liberata, poema epico cavalleresco di Torquato
Tasso che con i suoi temi ben si adattava all'esaltazione della
famiglia Santacroce, sia per il messaggio legato ai temi
dell'onore, della cavalleria, della guerra nobile e della lotta
ai musulmani, sia anche per un intento celebrativo della
famiglia.
Chiesa di Santo Gemine XII sec.
La costruzione risale al periodo tardo
gotico ed ha subito vari rimaneggiamenti.
Fu completamente ricostruita tra il 1817 ed il 1847 ad opera
dell'Ingegnere Livoni, avvalendosi sembra, anche dei consigli
dello scultore Antonio Canova, in soggiorno a San gemini nei
primi anni dell'800.
La facciata, piuttosto sobria, presenta un portale
quattrocentesco.
L'interno in stile neoclassico, riconducibile all'architettura
neo-barocca conserva quattro tele del primo seicento:
Martirio di San Sebastiano, Madonna con bambino e Santo Vescovo,
San Matteo Evangelista e la tela del XVIII sec. Estasi
di Santa Rita.
Chiesa di San Francesco XIII sec.
Si affaccia sull'omonima Piazza, cuore
dell'attuale citta', con adiacente l'ex convento dei
francescani, sec. XVIII-XIV.
Dedicata a S. Francesco che sembra aver soggiornato in San
Gemini nel 1213, fu fatta erigere dalla nobile famiglia Capitoni
di cui si puo' notare lo stemma sopra l'arco. Il portale ogivale
del XV sec., con fasci di colonnine, conserva l'antica porta
lignea del XIV sec. fatta restaurare dall'Associazione
Valorizzazione del Patrimonio Storico e Culturale di San Gemini.
L'interno e' in stile gotico ad una sola navata con arconi di
sostegno.
Sulla parete destra affreschi del XV e XVII secolo,
Adorazione dei Magi e sulle quattro nicchie in
progressione, Santa Lucia tra San Giovanni Battista e San
Rocco, Crocifissione tra San Girolamo e San Leonardo,
Incredulita' di San Tommaso e sul fondo Santa Lucia. Sulla parete sinistra la Crocifissione con San
Francesco. Di particolare pregio il Crocifisso ligneo del XV sec.
Piazza San Francesco
Di fronte alla Chiesa di San Francesco il
settecentesco Palazzo Comunale, ex Palazzo Genuensi, che
sostitui' Palazzo Vecchio come sede del Municipio.
Sul lato destro l'ex Villa Santacroce, poi Villa Mattina.
Sul lato sinistro della piazza, la Fontana Gemine Astolfi
costruita nel 1884 ad opera dello scalpellino ed intagliatore
Orazio Armili di Narni. Il Comune vi colloco' una epigrafe in
segno di riconoscenza per aver contribuito alla costruzione
dell'acquedotto. Restaurata nel 2001 a cura dell'Associazione
Valorizzazione del Patrimonio Storico di San Gemini.
Porta Burgi XII sec.
Adiacente al Palazzo comunale si erge
l'antica Porta Burgi, che reca lo stemma dei Principi Publicola
di Santacroce ed attraverso la quale si entra nella suggestiva
cornice dell'antico borgo medioevale.
Percorrendo la via Casventino che segue l'antico tratto della
Via Consolare Flaminia, colpiscono lo sguardo i caratteristici
scorci fatti di archi e vicoli stretti, dove la luce si diverte
ad interrompere bruscamente le ombre delle antiche case.
Palazzo Vecchio XII - XIII sec.
A circa meta' percorso della via Casventino,
emerge improvvisamente in tutta la sua imponenza Palazzo Vecchio
o Palazzo del Capitano del Popolo o Palazzo Pretorio, che
costituisce il simbolo del libero comune di San Gemini.
Sede per molti secoli del governo cittadino presieduto dal
Podesta' e simbolo del potere civico, il palazzo e' un
interessante esempio di architettura gotica, ricca di
testimonianze pittoriche. La facciata con un grande arcone a
tutto sesto e l'originaria scalinata in pietra che immette al
primo piano, custodisce gli stemmi di Eugenio IV e della
famiglia Orsini. All'interno due sale: sulla parete di destra
della prima grande sala, il ciclo pittorico dei "Lavori
agresti" raffiguranti la spremitura dell'uva, la mietitura,
la raccolta del ficus nigra, sulla parete di sinistra ancora
stemmi di Podesta' tra cui quello di Giovanni da Montenegro del
1482. A sinistra il settecentesco Palazzo Zanassi e a destra la
trecentesca Torre Esperia adibita a carceri, coronata da un
campanile a vela che conserva ancora oggi l'originaria Campana
della adunanze forgiata nel 1318 da Mastro Matteo da Orvieto che
serviva per annunciare le adunanze del Consiglio Comunale ma
anche per segnalare alla popolazione eventuali pericoli.
Particolare attenzione merita l'orologio a quadrante romano del
1700 fatto installare dai Principi di Santacroce.
Per Visite: Visita su prenotazione Tel.: (+39)333.2078494 Oppure contattare la Pro
San Gemini.
Chiesa di San Carlo (gia'
Santa Maria de Incertis) XIV - XV sec.
Sempre nella Piazza Palazzo Vecchio, la
piccola e caratteristica chiesetta di San Carlo con affreschi
del XIV e XVI secolo.
Di notevole bellezza il trecentesco ciborio con il dipinto
Madonna in trono con bambino tra Santi e Angeli di un
seguace del Boccati (fine XV secolo) e, a sinistra nella
nicchia, la Madonna in trono tra i Santi Stefano e
Sebastiano, accuratamente restaurati dall'Associazione
Valorizzazione del Patrimonio Storico e Culturale di San Gemini.
La costruzione sembra essere sorta a copertura di un'edicola
dedicata alla Vergine, con il tamponamento delle arcate
antistanti, mentre il nome sembra essere dovuto ad una Messa
celebra da San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano.
Chiesa di San Giovanni
Battista XI sec.
Giungendo nella piazzetta Garibaldi ci si
trova sulla destra l'ex convento degli Agostiniani e l'antica
Chiesa di San Giovanni Battista.
Struttura complessa ed originale, risale al 1199 ed e' opera
degli architetti Nicola Simone e Bernardo, come attesta
l'iscrizione sulla facciata in stile romanico.
L'elegante portale con cornice cosmatesca ed i due stipiti che
poggiano su leoni accovacciati, richiamano il portale di San
Nicolo'.
La sovrastante lunetta con i due volti virili rappresentavano,
come di consueto, il potere papale ed il potere imperiale.
L'interno e' a pianta centrale con grandi pilastri ottagonali.
Sull'altare maggiore la tela Madonna del Rosario di
Simone Cibori, del 1618, sull'altare a sinistra Madonna
della Cintura attribuita a Giovanni Battista Manna ed a
destra Santa Rita. Sul lato sinistro la Fonte
Battesimale del XVI secolo.
Per Visite: Visita su prenotazione
Contattare la Parrocchia di San Gemini Tel. 0744.630158 Oppure contattare la Pro
San Gemini.
Ex Convento di Santa
Maria Maddalena
XI sec.
Sulla sinistra della piazzetta Garibaldi
l'imponente complesso dell'ex Convento di Santa Maria Maddalena,
dell'XI secolo, dedicato alle monache dell'ordine benedettino.
Posta a fianco della Porta Tuderte, insieme al complesso di San
Giovanni, rispondeva anche all’esigenza di sicurezza sul piano
difensivo, oltre che di coesione sul piano sociale.
Nel corso dei secoli ha subito vari rimaneggiamenti e
particolarmente evidente e' l'impronta dello stile
architettonico settecentesco che caratterizza il cortile con gli
affascinanti giochi di luci e ombre.
A testimonianza dell’antica vita monastica, restano le tipiche
grate, gli affreschi, la chiesa primitiva e quella di epoca più
tarda, oggi entrambe sconsacrate.
La struttura, completamente restaurata a cura del Comune di San
Gemini, ospita abitazione private, il Distretto Socio-Sanitario,
la biblioteca comunale e l'archivio storico ed il recente asilo
"Papillon". All'interno, nei vari ambienti, resti di affreschi
del XV secolo.
Resti dell'abside
dell'Ex Chiesa di Santo Stefano
Riprendendo il percorso lungo la Via del
Tribunale, sicuramente la piu' antica strada della citta',
all'altezza di Palazzo Vecchio, si possono notare i resti della
ex Chiesa di Santo Stefano, di cui resta solo l'abside visibile
all'esterno.
La Chiesa fu semidistrutta alla fine dell'800 per essere
trasformata in frantoio.
Palazzo Canova
XI sec.
Svoltando la parte finale di Via del
Tribunale, colpisce lo sguardo il Palazzo Canova che fu
residenza estiva dell'illustre scultore Antonio Canova nei primi
anni dell'800 e dal quale ne assunse l'attuale denominazione.
Ne restano testimonianza la sottocornice neoclassica del tetto
sulla Via del Tribunale e quella sulla Torre.
Abbazia di San Nicolo'
XI sec.
Uscendo dalla citta' ed attraversando la
Statale Tiberina, sul lato Sud-Ovest, si giunge all'Abbazia di
San Nicolo', una delle Chiese piu' antiche e suggestive di San
Gemini.
Ad essa si riferisce il primo documento storico di San Gemini
del 1036.
Fu ceduta all'abbazia di Farfa e nel 1302 Bonifacio VIII nomino'
l'Abate di San Nicolo' suo commissario.
Ando' progressivamente in rovina ed il suo portale fu venduto
nel 1936 al Metropolitan Museum di New York e sostituito con una
fedelissima copia ad opera dello scultore fernando Onori di
Roma.
L'interno a tre navate e' diviso da colonne con capitelli
decorati. Conserva sul fondo dell'abside un affresco del 1295
del maestro Rogerino da Todi. Nella navata destra sono
conservati vari frammenti medioevali.
L'intervento di restauro voluto dalla Famiglia Violati nel 1967
l'ha restituita al suo antico splendore.
Per Visite: Visita: venerdi', sabato, domenica dalle ore 10.00 alle
13.00, dalle 15.00 alle 18.00 Tel.: 0744.630139
Oppure contattare la Pro
San Gemini.